Voce scordata di guerre irresolute
e la marea che sale dentro al tuo pensiero
si assesta sopra un ramo
del giardino dell'Eden.
Ci sarà un Paradiso
nel fondo del dolore.

C'è un sole diverso per ognuno
basta uno stupore di occhi che si girano
e il raggio si tramuta in cipria
in grani di cannella o plissé di garofani
mettersi in fila è nascere
uscirne è l'acqua del battesimo.

Non credere che il cielo
- anche in una notte che ha scordato la luna-
non sappia di te e della seta rossa
che veste l'orizzonte e la speranza.
Puoi lisciarti i capelli
e andare incontro a tutti i mondi
non ancora vissuti.
Senza medaglie
Il dovere del giorno
si assopisce nel fuoco della sera
con tasche di tramonti orlate di sole scuro
e luci artificiali pronte a celare
con pennellate di fard la tua stanchezza.
E quel buio di aria si mescola ai pensieri
in frotte di falene e draghi
ferma a un semaforo decidi l'Universo
scambiando ogni medaglia al merito
con un bicchiere di granita al limone
cannuccia azzurro pace.

Il mondo cambierà quando ci saranno abbastanza uomini per farlo.Io sono troppo in pochi e non lo vedrò.
Un pezzo d'infinito

(opera di Mario da Corgeno)
Mi stendo sopra una stoffa di niente
senza reclutare pensieri
ignorando le ombre d'insonnia sotto gli occhi
e ridivento punta di stella e nuvola
come prima che tutto fosse diviso
e non bastasse mai una vita per scoprire l'intero.
Un piccolo pezzo d'infinito
senza ricordi questa sera
chiedo.