Ci sono giuramenti mai giurati
nati nel proprio suolo con la propria acqua
che non sanno dei mondi piatti ma solo di giardini
dove non ha problemi il suono od il colore
dove l'espandersi è dono quotidiano
tra il grigio dei coriandoli abbattuti.
Non chiedermi quanto sia grande l'infinito
va oltre ogni sguardo piccolo
è casa ed orizzonte
solo se ti risuona dentro.
Del fascino di chi

(opera di Mario da Corgeno)
Lascia
orme sottili di ricordi spessi
come stoffe regali di palazzo
trama ed ordito incandescenti
nel fluire del tempo che risolve i dubbi.
Lascia di sè camicie bianche
per scrivere la Luna dentro al buio
parole dipanate fino al traguardo
semi di mandarini e rose
in campi senza stagione.
Lascia la sua valigia e il fascino
di abiti cuciti a mano
prima che ci sia fine alla Bellezza.
Quattro passi

Quattro passi nelle cuciture del sole
distratta l'aria che respiro
asciutti i pensieri da stirare
raccolgo un lembo d'angolo sulla via dritta
in cerca dei diamanti nascosti dai Sette Nani.
Stringo le dita nella tasca
ci sono anche le tue con un anello rosa
dicono che nel deserto l'oasi è un'illusione
eppure trovo acqua per la sete
e per i fiori.
"Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre.In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo.Ma d'improvviso clemente.E senza sangue."
Da "Senza sangue" di Alessandro Baricco.
La soluzione del dolore che finalmente non fa più male.

Potessi far restare fino all'inverno
tutti i petali dei fiori d'estate
invincibili sarebbero i papaveri
e il sole che mi scalda dentro
non avrebbe ombre sopra i tuoi capelli.